Chiesa di Sant’Antonio

Chiesa di Sant’Antonio

Prospetto della Chiesa di Sant'Antonio
Prospetto della Chiesa di Sant’Antonio

La Chiesa di Sant’Antonio domina la città, contribuendo con la sua alta e slanciata facciata a colonne con torre campanaria ad accentuare gli effetti scenografici dell’insieme urbanistico. Ignoto è l’anno di fondazione. Un iscrizione posta su un cantonale dell’abside reca la data 1212, che sarebbe per alcuni l’anno di costruzione. Ma i dubbi sull’autenticità della scritta sono molti. Nel 1625 fu completato il coro, cui lavorarono i “mastri murarii” Porfirio Zocco, Mauro Scalzo, Francesco Brullo, Matteo Ferlisi. Questa chiesa aveva un orientamento inverso rispetto all’attuale: la facciata infatti guardava verso piazza Fratti (“Chiazzitta”), verso quello che era, nel medioevo, il cuore del paese.

Interno della Chiesa
Interno della Chiesa di Sant’Antonio

Il terremoto del 1963 distrusse totalmente la Chiesa di Sant’Antonio. Si pensò allora di edificarla sullo stesso sito, ampliandola e disponendola verso sud, dove già la città si era espansa fino al sottostante canale e oltre. In questo modo si ridefiniva anche sul piano simbolico lo spazio urbano realizzando uno schema geometrico tipico del barocco, definito ai quattro punti cardinali dal Calvario, chiesa di S. Maria Maddalena, chiesa Madre e chiesa di S. Antonio appunto. Subito dopo il terremoto i confrati si danno alacremente alla ricostruzione con lo sterrare il sito della vecchia chiesa e con l’esproprio di diversi “casaleni” privati, per consentire l’ampliamento dell’edificio. Dal 1705 vi lavora mastro Giuseppe Ferrara “capo mastro della terra di Palazzolo”; nel 1736 mastro Sebastiano Cardona.

Pianta della Chiesa di Sant'Antonio (G. Vacirca)
Pianta della Chiesa di Sant’Antonio (G. Vacirca)

La Chiesa di Sant’Antonio si presenta oggi maestosa al culmine di una ripida scalinata, costruita nel 1911, abbattendo diverse costruzioni e modificando assai radicalmente il tessuto preesistente.

Chiesa di Sant'Antonio: cappella di destra: quadro di G. Borremans (1728)
Chiesa di Sant’Antonio: cappella di destra: quadro di G. Borremans (1728)

L’interno della Chiesa di Sant’Antonio a tre navate ha impianto basilicale a colonne reggenti archi a tutto sesto: la pianta e l’interno si avvicinano assai a quelli di S. Maria Maddalena. Gli stucchi della navata centrale sono di Giuseppe Gianforma e furono realizzati nel 1760. Al pittore Antonio Sortino si deve il quadro delle due navate laterali e a Guglielmo Borremans i quadri di “S. Antonio” pala d’altara e “S. Vito con i santi Modesto e Crescenza” della cappella di sinistra. I quadri furono eseguiti nel 1728. Il coro ligneo e il pulpito sono opere di Domenico Avola di Catania del 1790. “Di particolare interesse è il quadro “Cristo nell’orto” sul 2° altare della navata sinistra, probabilmente di scuola veneta” (N. Benintende). La statua di S. Antonio portata in processione il 17 gennaio fu scolpita e indorata da Michelangelo Di Giacomo nel 1736. Allo stesso Di Giacomo appartiene la statua del Cristo resuscitato, indorata da Carlo Carnazza di Catania.

"Casciarizzu", sec. XVIII
Chiesa di Sant’Antonio: “Casciarizzu”, sec. XVIII

Nella sacrestia il “casciarizzu” in noce è opera di mastro Salesio Laganà di Militello, indorato da Lorenzo Scifo di Vizzini nel 1787. In fondo alla navata di sinistra vi è la statua dell’Immacolata scolpita da Sebastiano Alessi di Siracusa nel 1768.

Paliotto d'altare di marmo, sec. XVI
Paliotto d’altare di marmo, sec. XVI

Notevole il paliotto dell’altare costituito da una lastra di marmo su cui è scolpito un rilievo, di probabile fattura tardo cinquecentesca, con scene bibliche.

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